Undici anni dopo “La fuga in Egitto”, l’artista Timur D’Vatz è tornato alla parrocchia marista di Londra con una seconda opera mariana, una vivida rappresentazione della Pentecoste.
Domenica 20 settembre, Notre Dame de France ha celebrato l’inizio del proprio anno pastorale con la “Messe de Rentrée”. Uno dei momenti salienti della giornata è stata l’inaugurazione di un nuovo dipinto all’interno della chiesa, raffigurante Maria e gli apostoli nel giorno di Pentecoste.
L’opera fa da complemento a un dipinto precedente dello stesso artista, “La fuga in Egitto”, che è stato inaugurato nella chiesa nel 2015. Quell’opera precedente utilizzava una tavolozza dai toni tenui, ispirata alla polvere del deserto e alla malinconia del soggetto. Il nuovo dipinto è ricco di colori vivaci. Celebra la luce dello Spirito Santo e la nascita della Chiesa, e si ispira alle vetrate soleggiate delle cattedrali gotiche, con i loro rossi, blu, verdi e oro, «i colori della vita eterna».
Al centro della scena c’è Maria, raccolta in preghiera insieme agli Apostoli e alle donne che attendevano con loro la venuta dello Spirito. L’artista ha scelto di raffigurarla in una forma stilizzata, simile a un’icona. Ciò si rifà alla tradizione della pittura iconografica, in cui l’immagine si sviluppa dall’oscurità verso la luce. È un modo appropriato per rappresentare la Madre della Chiesa, che era presente alla sua nascita così come lo era stata alla nascita di suo Figlio.
Sopra l’assemblea, lo Spirito discende sotto forma di fiamme blu. Questa scelta è emersa man mano che l’opera prendeva forma. Per l’artista, le fiamme sono diventate il cielo, il regno celeste, che accendono la missione dei discepoli sulla terra e rimandano a un fuoco spirituale piuttosto che letterale.«Vedo l’arte come una delle vie che conducono a Dio», ha affermato Timur D’Vatz, descrivendo questa commissione come un bellissimo capitolo della sua vita.
Padre Pascal Boidin sm, parroco di Notre Dame de France, condivide alcune riflessioni sul dipinto e sul suo significato marista.
Perché proprio questo tema?
La nascita della Chiesa è uno dei temi maristi più importanti. Il nostro fondatore, Jean-Claude Colin, trasse ispirazione dalla prima Chiesa riunita nel Cenacolo. La discesa dello Spirito Santo su quel gruppo di persone rappresenta un momento cruciale: da lì i discepoli si disperdono affinché tutte le nazioni possano ricevere la buona novella del Vangelo. La Pentecoste è già raffigurata in un bassorilievo sulle colonne all’ingresso della chiesa. Abbiamo voluto che questo tema fosse più presente in questo luogo dove si sta costruendo la Chiesa di oggi.
Perché proprio Timur D'Vatz?
Nel 2015, in occasione del 150° anniversario di Notre Dame de France, Timur ci ha donato un dipinto raffigurante la Fuga in Egitto. L’opera rievoca l’esilio che Gesù e i suoi genitori subirono fuggendo dalla violenza di Erode. È appesa alla parete accanto alle stanze in cui il Centro per i rifugiati accoglie i migranti privi di documenti di cui si prende cura. In questo modo, il dipinto crea un legame tra la chiesa, luogo in cui si celebra la fede cristiana, e l’azione sociale del Centro per i rifugiati. Da allora, abbiamo sempre sperato in un’altra opera di Timur che potesse fare da contrappunto alla prima. Dopo undici anni, finalmente è successo!
Cosa significa per te?
È stata una grande gioia dare vita a quest’opera: discutere gli schizzi con Timur e vederla prendere forma durante una visita al suo studio in Normandia. Sono felice che gli artisti contemporanei possano esprimere la bellezza della fede. Visto il riscontro ottenuto dal dipinto, credo che abbiamo fatto bene a realizzare questo progetto.






