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Celebrazione dell’Anno di San Francesco ad Assisi

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Renato Frappi scrive della sua esperienza con San Francesco d'Assisi: Il 24 e 25 febbraio ho avuto la bella occasione di recarmi ad Assisi in occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco.

Ho vissuto con molta intensità quei due giorni, in modo particolare la venerazione delle spoglie mortali di Francesco. Ho sempre pensato a Francesco come uomo che ha fornito un enorme contributo in tanti campi, dalla cultura alle arti figurative, dall’ecologia alla letteratura italiana.

Ma questa volta non mi sono fermato a “quel” Francesco. Mentre mi trovavo in coda verso le sue spoglie mortali insieme a tanti altri pellegrini, ho pensato alla sua vita e alla sua scelta radicale, profondamente diversa da quella della maggior parte di coloro che oggi lo venerano, lo stimano e lo amano, me compreso. Un’esistenza, così austera e gioiosa, ma ricca di Spirito e relazioni, che può sembrare spesso irraggiungibile, ineguagliabile.

Osservando per pochi attimi quelle povere ossa che oggi tutti possono venerare, ho sentito dentro di me una forte attrazione per questo piccolo grande uomo che ha rinnovato la Chiesa e ha dato fiducia e speranza ai più poveri e sfortunati.

Ho riscoperto quanto sia urgente rimettere al centro Gesù e il Vangelo, coltivare la relazione con Lui per una vita di fede, conoscerlo attraverso la sua Parola, per essere riflesso della Sua costante presenza nella storia, saper cogliere in ogni altro/a e nel creato l’azione dello Spirito che conduce sempre alla custodia della comunione fraterna e universale.

Un’esperienza importante e profonda per me, allietata anche da altri compagni eccezionali che ho incontrato ad Assisi: Chiara, la dolce e forte compagna di Francesco, e Carlo Acutis, il giovane innamorato dell’Eucaristia. Ma quanta grazia ad Assisi!

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